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È vero che le regioni italiane, in particolare al Sud, usano male o in modo addirittura illegale le risorse che Bruxelles destina ai territori locali? E cosa succede nel Mezzogiorno ai fondi regionali per lo sviluppo economico e la coesione sociale? Grazie alle misure messe in atto dal governo italiano, si scopre che queste regioni, già virtuose con i fondi 2007-2013, hanno presentato progetti per la programmazione 2014-2020 incentrati sullo sviluppo dell’economia digitale 2.0, in linea con i territori più avanzati del nord Europa.
A RegionEuropa – il settimanale europeo della Tgr a cura di Dario Carella, andato in onda domenica 3 aprile alle 11.30 su Rai3 e sul web in live streaming – è stato presentato il caso della Calabria e del progetto Calabria Digitale, proposto nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles e realizzato dalla Regione in collaborazione con Calabresi Creativi e CalabriaInnova.
Le soluzioni digitali pensate per il territorio hanno portato la Calabria a essere classificata a livello europeo come Terra di Startup, non solo per il numero delle iniziative nel settore dell’ICT, ma anche per la loro qualità. Ne ha parlato Paolo Praticò, Dirigente Generale del Dipartimento Programmazione Nazionale e Comunitaria della Regione Calabria, mentre gli europarlamentari Laura Ferrara, Andrea Cozzolino e Gianni Pittella hanno presentano l’esempio calabro come una delle best practises da seguire in tutto il Sud, in coordinamento con le modalità di euro progettazione elaborate dalla Camera di Commercio Belgo-Italiana di Bruxelles.
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