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Ricerca continua: la formula di Major Group per la bellezza

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Intervista di Giada Cadei, pubblicata su #RestartCalabria n.4 – Febbraio 2014
In uno scenario economico ancora incerto, il fatturato delle imprese italiane della cosmesi è uno dei pochi a reggere la crisi: il valore della produzione cresce, seppur di poco, grazie soprattutto alla competitività dell’offerta italiana sui mercati esteri, che registra un trend positivo di oltre 7 punti percentuali nel valore delle esportazioni.

La cosmesi italiana è molto apprezzata nel mondo per l’innovazione delle sue formulazioni e per la dinamica di servizio delle imprese produttrici, elementi che hanno consentito alla filiera del cosmetico Made in Italy di affermarsi sia nei mercati tradizionali (Francia, Regno Unito, USA) sia in quelli emergenti (Emirati Arabi, Hong Kong, Russia). r4_1E tra le referenze esportate, quelle che piacciono di più agli stranieri sono il make-up e i prodotti per i capelli. Così che nei più esclusivi saloni di acconciatura di Manhattan a New York potrebbe capitare di imbattersi nei trattamenti e nelle colorazioni professionali di un’azienda calabrese, la Major Group s.r.l., guidata con determinazione da Antonio Maiorana che incontriamo nei suoi uffici di Vibo Valentia.

Non sono molte le aziende calabresi che si occupano di bellezza. Perché ha deciso di entrare proprio in questo settore?
L’idea della mia azienda nasce 25 anni fa da un’ispirazione: volevo dedicarmi alla cura e al mantenimento della bellezza naturale della persona. Provengo da una famiglia di operai e sentivo il bisogno di creare qualcosa di mio, di nuovo e che avesse un respiro internazionale: la tendenza degli operatori commerciali del Sud è quella di essere ripetitivi, se un’attività ha successo, viene replicata all’infinito, saturando i mercati. Per questo ho puntato sulla cosmesi. Dopo qualche anno di esperienza al Nord, ho individuato un partner sul territorio nazionale, ho acquisito il know how industriale e avviato il mio progetto, puntando su due cardini: le risorse umane e la ricerca. La Calabria a volte è una terra dove ci si improvvisa, io sono andato fuori regione per imparare e sono rientrato con il mio bagaglio di preparazione e un occhio attento soprattutto al marketing.

Quali sono le tendenze attuali del suo settore?
Il settore della cosmesi del capello è legato a filo doppio con la moda, dove tutto cambia rapidamente e le tendenze si rincorrono di stagione in stagione. I nuovi trend influiscono, dunque, anche sul settore dei capelli, vero patrimonio delle aziende della cosmesi tricologica: e più i capelli si mantengono sani, più è possibile proporre ulteriori trattamenti al cliente. La mia personale visione e la mission della mia azienda partono dal prendersi cura della persona, senza creare danno, sostituendo ad esempio i pigmenti più aggressivi delle colorazioni, con componenti di origine naturale.r4_2 Mosto d’uva, aglio e karité: sono alcuni degli elementi naturali alla base di nostre linee di prodotto recenti, che sfruttano le proprietà antiossidanti, dermopurificanti e riparatrici di quanto ci offre la natura. Il mercato tradizionale è ormai saturo di prodotti palliativi e chimicamente aggressivi, con cui le multinazionali aggrediscono il settore. L’esigenza è quella di studiare e mettere a punto dei prodotti funzionali, che partano e rispondano alle reali esigenze della persona. E le realtà piccole come la Major possono sopravvivere alle multinazionali solo grazie a un investimento costante in ricerca e innovazione che punti alla qualità dei risultati. Chi viene da noi, infatti, cerca prodotti di qualità.

A tal proposito, qual è il vostro rapporto con l’innovazione?
Lavorando con diversi Paesi, veniamo a contatto con esigenze completamente differenti in tema di cura dei capelli. Nel creare i nuovi prodotti partiamo proprio da questi bisogni, stabilendo a monte il particolare effetto che vogliamo raggiungere per soddisfare le richieste del mercato. Da qui, grazie alla collaborazione con due centri di ricerca specializzati, elaboriamo la strategia per definire la corretta formulazione. È un po’ come un’operazione matematica: seguendo un processo meticoloso, individuiamo e combiniamo i principi attivi più funzionali a quel risultato. Una volta realizzato il campione, avviamo i test di laboratorio e sperimentiamo i trattamenti su campioni di capelli. La formula chimica, i campioni e la documentazione di supporto sono poi sottoposti al Ministero della Salute per i controlli e l’autorizzazione alla vendita: attualmente siamo titolari di oltre 700 formule registrate e con orgoglio posso dire di non aver mai ricevuto un diniego. Di recente siamo stati, inoltre, insigniti del riconoscimento del Ministero delle Attività Produttive per l’eccellenza della produzione italiana.

Che progetto sta portando avanti con CalabriaInnova?
La quasi totalità della nostra produzione è rivolta all’estero. Gli Stati Uniti, nostro primo sbocco commerciale, rappresentano una piazza molto esigente. Australia e Asia esprimono invece una cultura particolarmente attenta al naturale. r4_3Per questo puntiamo allo sviluppo di una linea innovativa di colorazione permanente professionale che garantisca una copertura dei capelli bianchi pari ai prodotti tradizionali, ma priva di sostanze aggressive e sensibilizzanti. Questa innovazione rappresenterebbe per noi una vera svolta aziendale, anche perché ci permetterebbe di completare l’assortimento, realizzando oltre alla linea più conveniente e a quella medio-alta, una linea più esclusiva, dedicata alla fascia top del mercato. La partecipazione al bando Attiva l’Innovazione di CalabriaInnova è un’opportunità per realizzare questa svolta: abbiamo strutturato e ottimizzato assieme al personale di CalabriaInnova il nostro progetto d’innovazione della durata di 12 mesi, ora candidato a finanziamento. Abbiamo definito fasi, tempi, costi e output da raggiungere. Ammetto che è la prima volta che ci appoggiamo a una struttura locale: ho incontrato professionisti seri e preparati, che hanno saputo ispirarmi fiducia. E se questo tipo di supporto continuasse, forse ci sarebbe un respiro diverso per tutte le imprese calabresi.

Che cosa manca alle aziende calabresi per affermarsi davvero?
Le istituzioni e il sistema bancario a volte latitano. Inoltre le realtà locali non si guardano attorno per fare sistema tra loro. Siamo in molti, ma operiamo in silenzio e divisi. La Calabria può contare su molti imprenditori di prima generazione, quelli che si sono fatti da sé; ma a volte questi s’improvvisano, affrontano insuccessi e sono poi costretti a chiudere. Invece, quelli che riescono ad avere successo se ne vanno. Le imprese di seconda generazione, quelle che hanno interiorizzato e fatto propria la cultura imprenditoriale potrebbero essere il vero motore di questa regione.

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