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Intuito e passione: la ricetta di Europan per l’innovazione

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Intervista di Valentina De Grazia, pubblicata su #RestartCalabria n.1 – Agosto 2013
Trentotto anni, imprenditore per tradizione familiare, intuito sopraffino e capacità di prevedere il futuro. Andrea Paola, negli ultimi 10 anni è riuscito a costruire a Rogliano un’impresa vincente, non di mattoni e cemento come quella di suo padre, ma di rivestimenti leggeri, resistenti e soprattutto a impatto zero. La sua azienda, Europan, produce pannelli per condotte aerauliche in poliisocianurato.


Poliuretano, per intenderci. Ma non chiamateli così in sua presenza: Andrea Paola ci tiene a chiamare le cose con il proprio nome. È un imprenditore verace, curioso, appassionato, incline alla ricerca e alla risoluzione dei problemi con creatività: doti che lo hanno certamente aiutato. Nel 2003, grazie all’incoraggiamento di suo padre, ha preso in mano l’azir1_1enda che attraversava un brutto momento. Dopo due anni di notti insonni e stomaco a pezzi ha cominciato a vedere i primi risultati.
Oggi Europan è tra le tre aziende leader in Italia nella produzione e commercializzazione di pannelli in poliisocianurato, ha un fatturato di circa 4 milioni di euro e vende in tutto il mondo. Il suo è diventato un marchio di qualità che i clienti sfoggiano con orgoglio. Ha una rete di distribuzione internazionale e una rete di vendita nazionale. Negli ultimi mesi sta sviluppando dei punti vendita, gli Europan point, nei quali, dopo aver inviato attraverso un software il proprio progetto, si può passare a ritirare il materiale già tagliato e pronto da montare.
Lo incontriamo nel suo ufficio, nella zona industriale di Rogliano, per farci raccontare la sua storia.

Com’è cominciato tutto?
Europan è nata dall’intuizione di alcuni imprenditori locali (ora miei soci) che hanno pensato di produrre sul nostro territorio un prodotto innovativo. Il mio ingresso in azienda risale al novembre 2003, l’azienda viveva un brutto momento dal punto di vista finanziario. Aveva però un’opportunità per ripartire: un finanziamento del Ministero dello Sviluppo Economico, un PIA Innovazione. L’abbiamo utilizzato per acquistare una linea altamente tecnologica e per assumere un chimico esperto in materia. Grazie a questo intervento siamo riusciti a realizzare la nostra personale ricetta per la produzione dei pannelli: ecologica, modulare e che garantisce un eccellente isolamento termico. Possiamo gestire da soli tutto il processo produttivo e intervenire per migliorarlo costantemente. Abbiamo anche abbattuto i costi, con sfrido quasi nullo, maturando una competitività altissima in poco tempo. In 8 anni ho recuperato l’investimento e ho colmato il gap di 15 anni di esperienza che ci divideva dal leader italiano di settore. In quegli anni è nata la consapevolezza dell’importanza della ricerca, anche perché i clienti hanno subito apprezzato la qualità del nuovo prodotto. Da allora, tutto è stato più semplice.

Crisi e innovazione: qual è la ricetta di Europan?
Fare ricerca è, secondo me, l’unica possibilità di restare sul mercato e di far crescere la propria azienda. In periodo di crisi, l’imprenditore si pone un quesito legittimo: tirare i remi in barca e aspettare tempi migliori, oppure continuare a investire, credendo che l’innovazione sia una leva ancor più importante, oltre che redditizia. Io ho scelto questa seconda strada: Europan investe ogni anno dal 3 al 5% del fatturato in ricerca.
Sicuramente è un costo, a volte elevato e dall’esito incerto, ma credo fermamente che tra i rischi dell’attività di un imprenditore, la ricerca debba essere al primo posto. Non c’è strategia migliore per la crescita. Fare innovazione, inoltre, serve anche a ottenere un altro risultato, indiretto, ma dall’impatto altrettanto considerevole: un miglioramento dell’immagine aziendale.
Attualmente stiamo lanciando due nuovi prodotti, mentre siamo in fase di ricerca avanzata su un terzo che dovremmo realizzare entro fine anno.

Per questo si è rivolto a CalabriaInnova. È soddisfatto? Che vantaggi ne ha tratto?
In virtù di alcune esperienze passate, non ero molto propenso a lavorare con la Pubblica Amministrazione, perché la gestione del progetto di ricerca prevede troppa burocrazia e i tempi sono lunghi. E il tempo è una leva dell’innovazione. Quando ho incontrato i broker di CalabriaInnova, invece, sono stato felicemente contraddetto: ho conosciuto esperti preparati e rapidi nel darmi le risposte che cercavo. r1_2Inoltre, le informazioni di scenario che mi sono state fornite sono state molto utili per orientare la ricerca nella giusta direzione, così come la proposta di valide soluzioni alternative. Questo mi ha fatto anche capire che il lavoro di analisi era stato molto approfondito.
Importante il contributo di CalabriaInnova anche nella fase di ricerca applicata: ci ha messo in comunicazione con laboratori e competenze altamente specializzate nella sperimentazione e test di nuovi trattamenti superficiali. Queste expertise sono attualmente impegnate a contribuire al nostro progetto di innovazione. Spero di poterlo concludere entro fine anno, per proporre la novità alla prossima fiera internazionale di Milano, l’EXPO CONFORT.

La Calabria è una sfida possibile? Da dove si può ripartire?
Fino a qualche anno fa il vero handicap della Calabria era la distanza rispetto ai grandi paesi europei. Oggi, in seguito al peggioramento delle condizioni finanziarie dell’Eurozona, i mercati emergenti come l’Africa, l’America Latina, hanno permesso di ribaltare il problema logistico a favore delle nostre aree, perché servite dal porto di Gioia Tauro. Per un’azienda come Europan che si affaccia sui mercati esteri, questo è molto positivo. Per le aziende che invece non esportano all’estero è un periodo veramente drammatico.
Ma noi calabresi siamo nati insieme alla parola “crisi”, quindi siamo avvantaggiati. Non ci facciamo prendere tanto facilmente dal panico. E poi, credo che siamo più bravi degli altri a risolvere i problemi con praticità, una capacità che ci deriva dall’intuito.
Lei è molto positivo e combattivo, dove trova la spinta per andare sempre avanti?
La mia è passione. In Italia l’imprenditore l’ha persa. Entusiasmo, ci vuole più entusiasmo.

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