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GiPStech si racconta: quando da un problema può nascere un grande business

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Intervista di Alessia Salamone, pubblicata su #RestartCalabria n.10 – Giugno 2015
Questa storia nasce dal dilemma di tre ingegneri informatici dell’Università della Calabria, Gaetano D’Aquila, Giuseppe Cutrì e Giuseppe Fedele che sono riusciti a trasformare in opportunità quello che sembrava un limite insormontabile. La soluzione si chiama GiPStech, un sistema di localizzazione, posizionamento e navigazione per gli spazi chiusi. Grazie a un complesso algoritmo utilizza il campo geomagnetico per portare funzionalità tipo GPS “al chiuso”, così da avere uno strumento economico, preciso e affidabile per utenti e aziende.

Partiti nel 2013 con la partecipazione alla Start Cup Calabria, Gaetano D’Aquila, Giuseppe Fedele, Giuseppe Cutrì e Matteo Faggin si sono aggiudicati 50.000 euro al TechCrunch Italy, il contest italiano della famosa community internazionale del digitale. Da qui in poi, il team riceve innumerevoli riconoscimenti tra cui il Premio Lamarck a Smau Calabria 2014 e una menzione dal r15_1Consolato Italiano a San Francisco durante un roadshow tecnologico in Silicon Valley. Un anno fa la partecipazione all’avviso pubblico TalentLab spin-off di CalabriaInnova, durante il quale si sono costituiti in azienda spin-off della ricerca, aggiudicandosi un finanziamento di circa 200.000 euro.
Di recente, inoltre, l’impresa è risultata tra i vincitori dello SME Instrument Fase 1, la call di Horizon 2020 dedicata alle imprese europee. GiPStech è l’unica impresa calabrese ad aggiudicarsi questo round del finanziamento europeo, un risultato particolarmente significativo, ottenuto anche grazie ai servizi offerti nella fase di predisposizione del proprio proposal dallo Sportello regionale APRE Calabria, promosso da CalabriaInnova. Notizia degli ultimi giorni è che lo spin-off è tra i vincitori di Red Herring Top 100 Europe 2015. Per saperne di più abbiamo incontrato Gaetano D’Aquila, fondatore della startup nata tra i cubi dell’Università della Calabria.

Ci racconta brevemente come è nata l’idea di un GPS indoor?
La nostra idea è nata un po’ per caso e molto per dedizione all’innovazione tecnologica. Per molti anni, infatti, ci siamo occupati di sistemi di localizzazione in diversi contesti, soprattutto utilizzando il GPS che è di fatto l’unico sistema per la localizzazione di persone e oggetti ma che, come è noto, non funziona nei luoghi chiusi, dove le persone trascorrono più dell’80% del loro tempo. Questo problema ci ha sempre tormentato, tuttavia non avevamo mai concretamente individuato un metodo per risolverlo. Fino a quando non ci siamo trovati a lavorare su un altro progetto: avevamo realizzato e testato un sistema di misura dell’assetto utile, per esempio, a consentire il volo di droni, il quale all’esterno ottenne risultati molto interessanti. All’interno degli edifici però il sistema riscontrava grossi problemi variabili a seconda della posizione del drone. Abbiamo collegato subito questo effetto alle anomalie del campo geomagnetico causato dai materiali ferrosi presenti all’interno degli edifici. Non siamo riusciti a risolvere il problema dell’assetto, ma al contrario abbiamo risolto il nostro tormento inziale: avevamo trovato un metodo smart per risolvere la difficoltà della localizzazione nei luoghi chiusi. Usando, infatti, queste anomalie come mappa di segnale potevamo avere finalmente un’alternativa al GPS.

Qual è il core business della vostra azienda? Chi potrebbe aver bisogno di GiPStech?
Gli usi potenziali di una tecnologia di indoor localization come la nostra, precisa e a basso costo perché usa un segnale naturale che non ha bisogno dell’installazione di infrastrutture, sono praticamente infiniti. È sempre divertente parlare con persone appartenenti a diversi settori industriali che ci dicono come intendono usarla: alcune sono applicazioni che mai ci saremmo sognati! Per rimanere agli utilizzi rivolti al consumatore, invece, la nostra tecnologia si può erogare attraverso numerosi servizi al cittadino, a costo molto basso e direttamente sul proprio smartphone: dal way finding per orientarsi in grandi strutture (stazioni, aeroporti, ospedali, etc.) al product finding per trovare i prodotti nel supermercato, passando per guide multimediali localizzate per musei e fiere e per applicazioni sanitarie o industriali.

Il sistema è già applicato? Come si utilizza e a chi è rivolto?
r15_2Siamo in fase di test con alcune grandi aziende, italiane ed estere. I feedback che riceviamo sono molto positivi e speriamo a breve di poter rendere pubbliche queste collaborazioni. Ad oggi siamo concentrati nel perfezionare la nostra tecnologia e nel proporla a grandi partner in grado di portare sul mercato di massa applicazioni di grande importanza, convinti che il valore che stiamo creando sia molto superiore al fatturato che potremmo generare costruendo da soli semplici app.

Ripercorriamo il percorso con CalabriaInnova: quali vantaggi ne avete ricavato?
Quello in divenire con CalabriaInnova è un percorso che ci sta dando un aiuto sostanziale. La fase di formazione e accelerazione del TalentLab è stata molto intensa, ma estremamente utile per chi ha come obiettivo quello di fare impresa. Abbiamo colmato quelle lacune non legate alle nostre competenze tecnologiche, come il general management, i metodi di ingresso nel mercato e tutta la parte finanziaria. Ora siamo nella fase di supporto finanziario al nostro progetto: stiamo investendo molto sullo sviluppo di una tecnologia che è previsto porti a ritorni in termini di fatturato solo a medio termine. E poi anche la collaborazione con lo Sportello APRE Calabria è stata preziosa, in quanto ci ha aiutato a costruire la domanda per il bando Horizon 2020 che ci ha infine portato a reperire altri fondi anche a livello europeo. Quelli messi a disposizione dalla Regione Calabria sono stati per noi strumenti utilissimi, così come l’investimento degli angel investors di Italian Angels for Growth che ci ha fornito la liquidità per partire e far fronte alle lunghe trafile burocratiche spesso inevitabili.

La stima che hanno di voi sta crescendo molto anche all’estero. Sembra siate in partenza per un volo transoceanico… Pensate di lasciare la Calabria?
Sicuramente l’orizzonte in cui si muove GiPStech è quello globale, che vede nella Silicon Valley un epicentro di aziende, competenze e risorse economiche senza eguali. Ci stiamo quindi attrezzando per essere maggiormente presenti in quel contesto, ma questo non vuol dire che andremo via, anzi. Crediamo, e con noi anche i nostri attuali investitori non calabresi, che qui da noi ci sia una straordinaria abbondanza di ottime menti, molto preparate e disposte a lavorare sodo per arrivare a risultati importanti, senza alcun timore di competere sullo scenario globale. La sfida che ci proponiamo è di allargare il nostro team qui a Rende, grazie a risorse che arrivino magari dall’altra parte del mondo. Più che a lasciare, quindi, pensiamo a raddoppiare!

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