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A Lamezia la presentazione di un dispositivo per trasformare i pensieri in azioni

News / Ricercatori

Un seminario specialistico per descrivere il dispositivo di brain computer interface per persone affette da malattie neurodegenerative, uno strumento ancora in forma prototipale che potenzialmente può restituire l’autonomia di comunicazione e di movimento ai malati di SLA. È stato questo il motivo dell’incontro tenutosi il 24 giugno scorso a Lamezia Terme, presso il Presidio Ospedaliero “Giovanni Paolo II” e organizzato dal Centro Regionale di Neurogenetica (CRN) e dal DIMES – Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica dell’Università della Calabria. Il tema è stato presentato dall’ingegner Arrigo Palumbo, oggi professore a contratto presso il DIMES dell’Unical, già ricercatore ARISLA (Associazione per la Ricerca sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica).
Un interessante appuntamento per descrivere il dispositivo, risultato del progetto Brindisys e sviluppato dai ricercatori della Fondazione Santa Lucia di Roma, finanziato con 336 mila euro dall’ARISLA, progetto avviatosi nel 2009 e conclusosi pochi giorni fa.
Il dispositivo consiste in: una cuffia dotata di otto elettrodi che vengono appoggiati sulla calotta cranica del paziente; un display tipo tablet che presenta sedici simboli tra icone, lettere e numeri, davanti ai quali si illuminano in maniera programmata dei led colorati; una scheda di acquisizione ed elaborazione dati che fa comunicare il caschetto con il display; un amplificatore di segnale come quelli adoperati per l’EEG.
Tale strumento, unico nel suo genere perché non necessita di un computer abbinato, ma si autoprogramma, è frutto di studi di Elettronica Biomedica. La tecnologia BCI, nata nel 2000, può essere adoperata da persone che hanno le capacità cognitive integre ed ha come finalità quella di “trasformare pensieri in azioni”. Ciò che è emerso durante l’incontro dal confronto tra le due parti, è che le applicazioni del dispositivo hanno un potenziale enorme: non solo per rendere più autonomi i malati, ma anche per approfondire la ricerca su queste malattie.
All’evento, fortemente voluto dalla dott.ssa Amalia Cecilia Bruni, medico neurologo direttore del Centro Regionale di Neurogenetica (CRN), hanno partecipato: Chiara Cupidi medico neurologo e Marco Simonetti, ingegnere clinico. Presenti anche diversi medici del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme, i referenti calabresi di associazioni di malati di SLA, Teresa Granato e Vera Tomaino di CalabriaInnova e, via Skype, Giovanni Cupudi, economista statistico, affetto da tetraplagia dall’età di quattordici anni.
Infine la Bruni ha auspicato che, attraverso anche il supporto di CalabriaInnova nell’individuazione di partner industriali, questa tecnologia possa diventare una realtà produttiva ed essere commercializzata.